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日志


3月22日

AUGURI DA MONTEMILONET

Carissimi montemilonesi, vi scrivo dalla mia casa in via Borsellino (ebbene sì, ogni tanto ci torno anch'io), per augurare a tutti una buona pasqua, a nome mio e del mio "socio" blogger Alessandro. Che questo augurio possa varcare i confini del paese e raggiungere i montemilonesi sparsi per il mondo (oggi non scrivo il solito papiro).
 
A presto                                                                                           
 
                                                                                                                                                    Matteo
3月18日

Montemilone per il sociale

Carissimi amici di Montemilonet, eccoci tornati a scrivere su queste pagine, questa volta spostando l’attenzione sul sociale. Come saprete, il fenomeno dell’immigrazione, clandestina (nei casi più gravi, ahimè la maggior parte) o regolare che sia, è uno dei problemi del nostro Paese, uno dei tanti, sfortunatamente. Se, però, fino a qualche anno fa, Montemilone sembrava essere la cosiddetta isola felice, incontaminata da tale fenomeno, da qualche tempo a questa parte sembra non essere più così. Come tutti avrete notato, anche il nostro paese ha accolto un certo numero di immigrati stranieri, per lo più provenienti dall’Europa dell’est (complice anche l’entrata in Europa di Romania e Bulgaria dal 1° Gennaio 2007). Alcuni di loro, la maggior parte a dir la verità, hanno trovato “impiego” come braccianti agricoli presso le aziende montemilonesi, che come sappiamo, sono più che altro a conduzione familiare, o con pochi fidati collaboratori. Ora, il nocciolo della questione sta nel fatto che diversi immigrati, che hanno trovato già lavoro, lamentano salari inadeguati, difficoltà ad instaurare rapporti con il resto della popolazione per via della lingua, ma anche ignoranza dei propri diritti, come ad esempio la possibilità di accedere ai servizi di assistenza sanitaria, servizi sociali e via discorrendo. Per tale ragione il comune di Montemilone, a nostro avviso saggiamente, ha deciso di organizzare una serie di incontri con queste persone, per “avviare una fase di osservazione e di interpretazione per un’efficace programmazione delle politiche sociali sul territorio”, queste le parole del sindaco sulle pagine della Gazzetta del Mezzogiorno.

La nostra opinione. Beh, era logico aspettarsi che il flusso migratorio avesse effetti anche sul nostro paese, in misura proporzionale alle dimensioni e alle opportunità che esso offre. Certo, noi siamo abituati a vedere noi stessi come emigranti, non come ospiti, tuttavia è un’idea a cui bisogna abituarsi, se non si vuol rimanere chiusi nell’ottica ristretta (per non dire di peggio) di chi non accetta il cambiamento e pensa che tutto ciò che accade altrove non gli appartiene. In questo senso l’iniziativa del comune ci sembra molto positiva. Detto questo, se, da un lato, gli immigrati possono contare su un costo della vita decisamente più basso rispetto al nord Italia (affitti, spesa, servizi) dall’altro devono anche fare i conti, con delle opportunità molto più limitate per quanto riguarda l’offerta di lavoro e le relative retribuzioni e, nei limiti del possibile, adeguarvisi. Tuttavia, questo non vuol dire sfruttamento, in nessun caso.

A voi la parola, se volete.